Scienza dell’Amministrazione Scolastica n.2/2022

“L’inutile trasparenza”

Editoriale di Anna Armone

Direttore Esperta in Scienza dell’Amministrazione Scolastica

 

Nel corso degli ultimi anni il tema della prevenzione della corruzione e della trasparenza è entrato prepotentemente nel percorso formativo dei neo dirigenti e dei docenti neoassunti. Idea meritoria, quasi avanguardistica, se non fosse che... non porta a nulla.

La prevenzione della corruzione nasce con un significato molto ampio di contrasto e prevenzione di tutta quella zona grigia di azione amministrativa che si può definire “maladministration” e che va oltre il dettato normativo del codice penale. Lo strumento privilegiato di prevenzione della corruzione è la trasparenza. I due ambiti sono così strettamente connessi che nello stesso documento coesistono. Infatti, il Piano triennale per la prevenzione della corruzione e della trasparenza è stato così compattato comprendendo le due tematiche originarie, così come unica è la funzione del soggetto responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza. Nel sistema dell’istruzione scolastica le cose sono andate avanti in modo singolare. È stata la delibera 430/2016 dell’Anac che ha tirato dentro il sistema le istituzioni scolastiche, dopo una prima fase nella quale ci si chiedeva se il modello generale dell’impianto fosse davvero applicabile alla singola istituzione scolastica. Ad oggi, l’assetto definitivo del sistema vede il direttore regionale dell’USR quale Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, coadiuvato dai dirigenti di seconda fascia degli ambiti territoriali in qualità di referenti. Come per le altre amministrazioni pubbliche, viene predisposto un PTPCT triennale destinato alle istituzioni scolastiche. 

I dirigenti scolastici non svolgono un ruolo formale in merito, ma sono responsabili del flusso informativo e della pubblicazione dei dati sul sito web della scuola, nell’area Amministrazione trasparente. Sembra un compito “compilativo”, ma non è così. Gli obblighi di pubblicazione, per essere adempiuti, devono poggiare sulla conoscenza della natura giuridica dei dati, documenti, informazioni da pubblicare, ma neanche questo basta. L’operazione della pubblicazione richiede un intervento puntuale anche sulla selezione dei contenuti da pubblicare. Lo stesso d.lgs. 33/2013, all’art. 7, prevede che nei casi in cui norme di legge o di regolamento prevedano la pubblicazione di atti o documenti, le pubbliche amministrazioni provvedono a rendere non intelligibili i dati personali non pertinenti o, se sensibili o giudiziari, non indispensabili rispetto alle specifiche finalità di trasparenza della pubblicazione. Si tratta di un’operazione accurata, puntuale, che richiede conoscenze specifiche in materia di Privacy.

Queste attività, ancorché delicate, non sono responsabili del “freno” che chiaramente si legge nell’attuazione della trasparenza sui siti delle istituzioni scolastiche. Non mi è ancora capitato di trovare un sito che presenta la corretta costruzione dell’area “Amministrazione trasparente”. Peraltro, nessuna indicazione viene data dal Ministero o dagli USR sulla grafica comunicativa della materia. Eppure il legislatore pone come obiettivo, tra gli altri il controllo sociale sull’azione amministrativa, controllo difficilmente esercitabile se non si struttura prioritariamente la strada per esercitare il controllo stesso.

La collocazione del box “Area amministrazione trasparente” dovrebbe essere facilmente individuabile sul sito, magari posta vicino all’albo online e alla Privacy, i tre pilastri che direttamente possono interessare gli stakeholders. Ma non è sempre così. Su alcuni siti il box è in fondo all’home page, sulla spalla della pagina o in ogni caso con scarsa evidenziazione. Il legislatore ha visto la trasparenza finalizzata alla tutela dei diritti dei cittadini, alla partecipazione degli stessi all’attività amministrativa, al controllo sociale da parte degli stessi. Se già il box richiede una sorta di caccia al tesoro, davvero gli obiettivi sono lontani dall’essere realizzati.

Ciò che balza immediatamente agli occhi è una strana, superficiale trasposizione di un format generico del contenuto dell’area (a livello di indice) che poco attinenza ha con la scuola. Quasi sempre tra le materie troviamo “enti controllati”, “aziende sanitarie autonome”, “Oiv”, “opere pubbliche” e tante altre amenità. Se si va dentro la stringa si trova fatalmente la frase “in fase di implementazione”. Sono passati 9 anni dal d.lgs. 33/2013 ... .

Ma l’approssimazione grafica (e correlato contenuto) è solo l’inizio. All’interno dei titoli dell’area si trova di tutto: graduatorie che andrebbero sull’albo online, provvedimenti datoriali relativi al personale. Una collocazione casuale e qualche volta una sorta di precauzionale pubblicazione, tanto male non fa.

Intanto sui Piani triennali per la prevenzione della corruzione e della trasparenza è sempre richiamata la necessità di monitorare e valutare il livello degli adempimenti relativi alla trasparenza da parte delle istituzioni scolastiche. Il monitoraggio in itinere è affidato ai referenti del Responsabile della prevenzione della corruzione e trasparenza, cioè ai dirigenti degli ambiti territoriali. Ecco cosa affermano i PTPCT degli USR  “I Referenti hanno compiti di impulso, coordinamento, monitoraggio e verifica dell’andamento delle attività sulla trasparenza, in particolare con riferimento al flusso delle informazioni da pubblicare, aggiornare e monitorare in modo tempestivo e regolare, nel rispetto delle disposizioni vigenti, da parte dei dirigenti responsabili della trasmissione dei dati.

Essi operano al fine di favorire un continuo dialogo col Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, anche con la finalità di fare emergere, laddove vi siano, eventuali fattori di criticità. In caso di richieste di accesso civico, i Referenti sono coinvolti per garantire la congruità della risposta e il rispetto dei tempi”.

Il monitoraggio sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione è predisposto annualmente dal Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza su tutte le istituzioni scolastiche del territorio. In particolare, le azioni consistono nel monitorare il funzionamento complessivo del sistema di prevenzione della corruzione e trasparenza e nel predisporre una Relazione annuale sullo stato del medesimo, nel verificare l’assolvimento degli obblighi in materia di trasparenza.

Il sistema teorico dell’impianto della trasparenza, come si può notare, è strutturato in modo complesso, ma logico e sequenziale. Certamente, ma solo fino all’elaborazione teorica della materia. Il passaggio necessario tra la previsione del PTPCT e la pubblicazione dei dati e delle informazioni nell’area Amministrazione trasparente delle istituzioni scolastiche causa chiaramente uno iato incolmato. Ci si domanda quali rilevazioni emergano dal monitoraggio sull’attuazione degli obblighi di trasparenza. Non è reperibile alcuna informazione in rete sulle relazioni dei referenti in merito. Le poche notizie riguardano la “generale attuazione della trasparenza da parte delle istituzioni scolastiche”.

Dunque, la montagna ha partorito e continua a partorire un topolino.

 

Veniamo, dunque, al contenuto di questo numero della rivista.

Vanna Monducci conclude l’analisi del corposo rapporto OECD 2021 con uno dei temi più attuali del momento: il rapporto tra formazione secondaria di secondo grado, formazione terziaria (laurea breve professionalizzante, ITS e IFTS) e prospettive occupazionali. L’autrice analizza i dati alla luce dei percorsi formativi ma anche delle differenze di genere. Il panorama descritto è davvero complesso e completo.

 

Claudia Califano e Giovanna Vadalà, partendo dall’analisi dell’espressione Ambienti di Apprendimento e dal concreto significato da attribuirle, si soffermano, in particolare, sulle caratteristiche degli ambienti di apprendimento virtuali, in cui l’uso autentico o consapevole della tecnologia assume un ruolo centrale, nell’adozione di un approccio metodologico multidisciplinare, a partire dalla progettazione. Fatta questa premessa, la seconda parte del contributo verte su un esempio di progettazione di un Laboratorio Multidisciplinare del pensiero critico, in cui tutte le attività facenti parte del laboratorio convergono verso la competenza focus prescelta, contribuendo alla sua costruzione tramite l’esercizio di abilità e competenze satellite o correlate. Elemento non secondario resta, tuttavia, quello della formazione del personale docente, secondo il modello noto come TPACK. 

 

Gabriele Ventura e Massimo Nutini fanno un’analisi accurata e critica dello stato realizzativo del Piano nazionale 0-6. La valenza strategica del Piano esce rafforzata dalla sua approvazione nei primi giorni del mese di agosto 2021, dopo l’intesa con Regioni e Comuni raggiunta in Conferenza Unificata in data 8 luglio. A tutt’oggi siamo in attesa dei decreti di erogazione da parte del Ministero dell’istruzione, dopo la deliberazione del consiglio dei ministri in data 25 marzo 2022. Uno dei punti più interessanti rilevati dagli autori è la citazione, per la prima volta, dei livelli essenziali delle prestazioni per i servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, limitatamente però a quelli indicati nella lettera a (nido e micronido). È la prima legge dello Stato che mira ad attuare di fatto quanto previsto dall’articolo 117 della nostra Costituzione, così come modificato dalla riforma costituzionale del 2001. 

Renato Loiero illustra il decreto legge 36/2022 sulla riforma del reclutamento e della carriera insegnanti. La riforma introduce un nuovo modello di reclutamento dei docenti, connesso a un ripensamento della loro formazione iniziale e lungo tutto l’arco della carriera, con l’obiettivo di migliorare la qualità del sistema educativo. In tale ambito l’impegno assunto è quello di introdurre requisiti più rigorosi per l’accesso all’insegnamento, la limitazione dell’eccessiva mobilità e la valorizzazione, ai fini della progressione di carriera, della valutazione delle prestazioni e dello sviluppo professionale continuo.

 

Vito Tenore sviluppa la seconda parte del tema “I limiti alla libertà di pensiero nell’uso dei social media da parte del personale scolastico e degli alunni” soffermandosi in modo specifico sul personale scolastico. L’analisi approfondita delle norme generali e di settore evidenzia una problematica specifica riferita al sistema scolastico, considerato anche il vuoto contrattuale regolativo del codice disciplinare dei docenti. L’autore offre, inoltre, un panorama esteso della materia illustrandone l’applicazione al mondo dei magistrati, dei militari e delle forze di polizia. Una comparazione interessante per una tematica che non conosce zone franche.

Francesco Nuzzaci analizza puntualmente il DL 39/2022 sulla formazione iniziale e continua e reclutamento degli insegnanti. L’autore evidenzia le coerenze e le incoerenze del testo normativo. Di particolare interesse la critica alla mancata previsione di un vero middle management. Inoltre, l’autore, a seguito della protesta delle organizzazioni sindacali sulla regolazione per legge della formazione degli insegnanti, analizza il sistema delle fonti per la regolazione della materia della formazione.

 

Federica Marotta, al fine di analizzare con maggiore chiarezza la questione afferente alla Sentenza numero 11170 del 2021 emessa dal T.A.R. - Tribunale Amministrativo Regionale - del Lazio, ha pensato di chiarire preventivamente, sotto un aspetto normativo, quali sono i compiti che rientrano nella competenza della figura del Dirigente scolastico. Per questo nella prima parte dell’articolo presenta un breve excursus storico normativo, mentre, nella seconda parte, vengono sottolineati i compiti afferenti questa atipica figura dirigenziali. Infine, come di consueto, il tutto è accompagnato dall’analisi giurisprudenziale concreta.

Vincenzo Palermo recensisce tre film di grande interesse per l’attuale momento storico. Utilizzo le parole del nostro critico che, svolgendo anche la professione docente, riesce a focalizzare i punti di interesse per i lettori. Quando Hitler rubò il coniglio rosa, regista Caroline Link, è un racconto toccante che fa i conti con la tragedia dell’Olocausto mantenendo l’orrore dello sterminio fuori campo e mostrando l’indomito spirito di adattamento di una famiglia ebrea all’indomani delle elezioni del 1933. Piccolo corpo, regista Laura Samani è un film è consigliato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e ai docenti, per la sua valenza allegorica che restituisce una dimensione sospesa tra l’anelito spirituale e lo slancio materico, lungo le traiettorie incantate di un viaggio archetipico. Il terzo film, Bad Roads - Le Strade del Donbass, della regista Natalya Vorozhbit è consigliato per la formazione del personale docente. Lungometraggio di straordinaria attualità che scava tra le macerie del Donbass prima della guerra scatenata da Putin. 

 

Concludiamo con Giuliana Costantini che recensisce tre libri che affrontano tematiche di grande attualità. Michele Gerace, Qualcosa che sfiora l’utopia. Pensare un futuro più giusto, non si riferisce specificatamente ai conflitti in atto che non erano ancora scoppiati, ma a tutto un tipo di comportamento dell’umanità, affermando che “chiusi in noi stessi entro gruppi ristretti più simili a tribù che a comunità, non vogliamo esporci al contagio di idee diverse dalle nostre più che del virus, assumiamo comportamenti territoriali più propri di alcune specie animali che di altre, e segniamo un confine tra dentro e fuori con una linea marcata odorosamente”.

Nello Scavo, con Kiev, affronta direttamente il tema del conflitto Russia-Ucraina. Questo libro, dunque, uno dei primi pubblicati, frutto di interviste e testimonianze dirette su quella che ormai è una guerra sempre più pericolosa per tutta l’Europa e non solo, dove in realtà si fronteggiano due diversi modi di governare, dove la democrazia sembra soccombere di fronte ad una dittatura spietata, è una lettura non piacevole, ma interessante e anche un doveroso tributo a tutti quei coraggiosi corrispondenti di guerra che non sono tornati e non torneranno nel loro paese.

Enrico Franceschini, con Tutti per uno. 33 storie per innamorarsi dell’Europa valorizza le similitudini e la molteplicità culturale dell’Europa ma lancia, nel contempo, messaggi educativi ai giovani. Ecco perché questo libro indubbiamente piacevole risulta essere particolarmente utile proprio e ancor più in un periodo come questo, quando “l’educazione civica” diventa base della società e non può essere dimenticata soltanto perché i valori vengono sovvertiti dagli aggressori. X

La Casa Editrice Euroedizioni Torino S.r.l. è una società che si occupa prevalentemente di problemi organizzativi e gestionali delle scuole di ogni ordine e grado, sia sotto l'aspetto pedagogico-didattico che sotto quello amministrativo-contabile; a tal fine fornisce informazioni, consulenza, riferimenti interpretativi, formazione anche on line, supporti operativi, edizione di testi per la gestione delle istituzioni scolastiche, manuali per la preparazione ai concorsi del personale scolastico. 

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