In ricordo di Edgar Morin
Editoriale a cura di Vittorio Venuti
“La complessità non è un insieme di regole complicate, ma l'accettazione che ogni frammento di sapere ha senso solo se connesso all'insieme" - Edgar Morin
Edgar Morin è morto, lasciandoci orfani e più soli.
La sua scomparsa, avvenuta alla straordinaria età di 104 anni, segna la perdita di uno degli intellettuali più influenti del nostro tempo. Lungimirante e profetico il suo avvertimento sui pericoli di un progresso tecnico slegato da un'etica e da una riflessione filosofica. Il suo contributo ha rivoluzionato il modo in cui concepiamo la conoscenza e il metodo scientifico. Ha smontato il paradigma della semplificazione, che isola gli oggetti di studio in discipline a tenuta stagna, al contrario affermando che la frammentazione del sapere ci impedisce di comprendere la realtà globale e interconnessa. In questo modo, ci ha insegnato che, per comprendere un fenomeno, non bisogna isolarlo, ma coglierne le relazioni e le interazioni con l'ambiente circostante.
Molto incisivo e ad ampio raggio è stato il suo contributo all’insegnamento, con la ridefinizione della pedagogia moderna attraverso il superamento della frammentazione del sapere. Su incarico dell’Unesco, ha sintetizzato la sua visione nei sette saperi fondamentali per l'educazione del futuro:
La cecità della conoscenza: insegnare come funziona la mente per evitare l'errore e l'illusione.
La conoscenza pertinente: contestualizzare ogni informazione per coglierne il legame con il tutto.
Insegnare la condizione umana: riconoscere l'unità e la diversità di ogni individuo.
L'identità terrestre: comprendere che tutti gli umani condividono una comunità di destino globale.
Affrontare le incertezze: educare la mente a navigare in un mare di dubbi, trovando certezze negli arcipelaghi della conoscenza.
Insegnare la comprensione: sviluppare l'empatia reciproca tra culture per sconfiggere il razzismo e l'odio.
L'etica del genere umano: formare cittadini responsabili verso sé stessi, la società e la Terra.
Ci ha insegnato che la scuola non deve dare risposte preconfezionate ma deve insegnare a vivere.
Gli studenti devono imparare che la realtà è interconnessa e che il dubbio è uno strumento di crescita.
La separazione rigida tra materie umanistiche e scientifiche va superata in favore di una cultura transdisciplinare.
Ha insistito sulla necessità di non separare mai le materie, perché la vita non è divisa in materie e che educare significa fornire una bussola per navigare nell'incertezza del mare della vita, trasformando la scuola in una palestra di cittadinanza planetaria e di umanità.
Ci ha spiegato che non si può comprendere l'essere umano senza comprendere la natura, e viceversa. Ci lascia in eredità una "testa ben fatta" (non un accumulo sterile di nozioni ma una testa capace organizzare le conoscenze e collegare le diverse discipline) e il coraggio di pensare senza dogmi.
Il suo pensiero complesso continuerà a essere la bussola per orientarci nel disordine del nostro tempo.
Gli articoli di questo numero:
Antonietta Di Martino, in “Sapere per condividere: un ponte tra generazioni”, illustra la prospettiva di collaborazione virtuosa tra la scuola secondaria e il territorio per attività di orientamento, educazione civica, formazione scuola-lavoro secondo il protocollo d’intesa tra l’USR per il Piemonte, Uff. V. Ambito territoriale di Torino e l’Associazione CAReGIVER per la scuola. L’iniziativa aprirà a occasioni di riflessione e condivisione di buone pratiche che possono contribuire a qualificare l’azione educativa.
Giuseppe Zavettieri ci introduce alla “Filosofia del linguaggio in Charles Sanders Peirce: prospettive per la dirigenza scolastica”, proposta molto interessante, riconoscendo che il pensiero di Sander Peirce si impone quale architrave teorica per una rinnovata comprensione dei processi comunicativi nelle istituzioni educative. La prospettiva che si delinea appare di peculiare rilevanza per la dirigenza scolastica, chiamata a governare flussi comunicatici complessi e stratificati.
Bruno Lorenzo Castrovinci espone “Un bilancio delle modifiche normative per il secondo ciclo apportate con il DPR n. 134 e DPR n. 135 del 8 agosto 2025.” L’approvazione dei DPR 134 e del DPR 135 del 8 agosto 2025, entrati in vigore il 10 ottobre dello stesso anno, segna un passaggio rilevante nella regolazione della vita scolastica nel secondo ciclo di istruzione. I due regolamenti, attuativi della legge 150 del 2024, intervengono su due pilastri dell’ordinamento scolastico: lo Statuto delle Studentesse e degli Studenti e il regolamento sulla valutazione del secondo ciclo d’istruzione.
Michela Lella propone il contributo “Ditegli sempre di s^. Considerare gli effetti della cultura ‘Yes man’ nella scuola”, nel quale si evidenzia che il “sì” incondizionato si rivela rischioso e inopportuno al punto tale che un’accettazione acritica, di fronte all’assurdo comportamento del protagonista, diventa problematica e insensata. Trasferite tali considerazioni in ambito scolastico, si esorta il Dirigente scolastico a sfuggire alla tentazione di circondarsi solo di persone che la pensano al suo stesso modo, di frazionare il collegio dei docenti in commissioni e piccoli gruppi di lavoro per facilitare la parola a quei docenti più riservati, di valorizzare pubblicamente il dissenso costruttivo, di premiare coloro che espongono opinioni divergenti ma motivate, di ammettere i propri errori per avvalorare l’idea che, nella scuola, non si rivendica l’infallibilità.
Anna Armone riflette su “L’esercizio dell’autotutela avverso l’esito di scrutini ed esami”, nel quale viene messo in evidenza che non è esperibile il ricorso gerarchico per tutti gli atti amministrativi definitivi, poiché l’USR non è superiore gerarchico né delle Istituzioni scolastiche autonome, né delle commissioni di esame, pur esercitando il potere di vigilanza ai sensi del regolamento di organizzazione vigente. Ai genitori che facciano ricorso, si riconosce che possano prendere visione degli atti riguardanti il proprio figlio e, nel caso in cui si riscontri un errore materiale nella trascrizione di un voto, si possa procedere alla correzione. La rettifica è una forma di autotutela amministrativa, che non ha bisogno di una disposizione legislativa ad hoc per poter essere esercitata.
Stefano Callà propone “L’assegnazione del personale docente e del personale ATA ai plessi” sullo sfondo che fa obbligo al dirigente scolastico di rispettare tassativamente le procedure previste dalla legge e dal contratto collettivo di lavoro. La Suprema Corte ha ribadito che la funzione dirigenziale attribuita ai dirigenti scolastici non ha fatto venire meno le competenze del consiglio di istituto al quale, ai sensi del comma 4, dell'articolo 10, del dlgs 297/94 spetta il potere di fissare i criteri generali relativi alla formazione delle classi e all'assegnazione ad esse dei singoli docenti. Il collegio dei docenti ha comunque il potere di esprimere un parere obbligatorio recante proposte per dare attuazione alla delibera del consiglio di istituto.
Serena Di Martino propone “Educazione civica: Il modello innovativo dell’IIS Orsini-Licini di Ascoli Piceno”. Si espongono le criticità, le soluzioni tecnologiche e i risultati concreti di una sperimentazione ambiziosa, progettando un insegnamento di educazione civica uguale per tutte le classi parallele dell'istituto. Un progetto sicuramente ambizioso, che viene esposto in tutte le specificità che lo hanno caratterizzato e che si propone come interessante da studiare e, eventualmente da replicare adattandolo alla realtà nella quale si pensa di applicarlo.
Filippo Sturaro sollecita la nostra attenzione per “AscolaMI: il nuovo servizio di sostegno psicologico”. L’intervento è sollecitato dal Decreto n. 56 del 30 marzo 2026, con il quale il Ministro dell’istruzione e del merito, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, ha istituito, in via sperimentale, il servizio di sostegno psicologico finalizzato all’attivazione di presidi di esperti[T1.1] psicologi volti a favorire il superamento delle fragilità evolutive nei contesti scolastici che ostacolano i processi di socializzazione e di partecipazione alla vita della comunità scolastica. Il servizio, erogato in modalità telematica, è destinato agli studenti iscritti all’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado e al primo biennio della scuola secondaria di secondo grado, attraverso uno specifico applicativo presente sulla piattaforma UNICA denominato “AscoltaMi”. Nel contributo tutte le indicazioni utili per l’attivazione del servizio.
Raffaella Scibinico con il suo pezzo "Ferie maturate e non godute alla luce della sentenza della Corte di Cassazione n. 883/2026 - Quando spetta il pagamento per docenti e ATA a tempo determinato" interviene su un tema da anni al centro del contenzioso scolastico: il diritto all’indennità sostitutiva delle ferie per i docenti a tempo determinato, in particolare durante i periodi di sospensione delle lezioni. La giurisprudenza più volte è intervenuta sulla questione modificando la prassi amministrativa seguita in precedenza di non retribuire le ferie non godute se non in base alla differenza tra quelle maturate ed i giorni di sospensione dell’attività didattica.
Tullio Faia, per la rubrica I casi della scuola, spiega “Cosa s’intende per personalizzazione dell’insegnamento?”. Un intervento molto importante, considerata la confusione che normalmente si rileva quando si parla di Personalizzazione ed Individualizzazione.
Mario Di Mauro, per La Scuola in Europa, si focalizza sulla Georgia e chiede "È alla geografia dei luoghi o alla storia dell’uomo che si attribuisce il destino di un paese?". Certamente un comune vissuto identitario quello di una Georgia di oggi così tanto giovane quanto tenace e agguerrita. Sintomatica peraltro la stessa mutevolezza di una Georgia così discontinua nel suo tessuto originario da favorire la sopravvivenza di antichissime etnie oggi riconoscibili tra quelle comunità che continuano a vivere delle proprie radici appartate in un Caucaso in sé buona parte dell’intero territorio georgiano.
Vittorio Venuti, per Psicologia della Gestione, pone l’interrogativo “Riformare o Rifondare?” puntando sul fatto che ogni riforma tende a cancellare quel che la riforma precedente ha prodotto, in ragione di una ragione che ragione non ha ma che si giustifica con l’avvicendarsi dei governi e dei ministri dell’Istruzione, oggi anche del Merito. Il che evidenzia la logica del “tutto sbagliato finora, da oggi si cambia tutto”. Sarà ancora il gattopardesco cambiare tutto per non cambiare niente? Ma a che prezzo?
Valentino Donà, per Sportello assicurativo, tratta della “Azione di rivalsa dell’Amministrazione nel caso di infortunio del dipendente”. Si precisa che l’azione di rivalsa da parte dell’Amministrazione scolastica rappresenta un obbligo inderogabile e sancito dalla normativa vigente. In parecchi casi tuttavia, le scuole non intraprendono questo procedimento. Gli Uffici Scolastici Regionali (USR) hanno più volte fornito indicazioni chiare sulle procedure da seguire per recuperare gli emolumenti corrisposti al personale assente a causa di tali eventi. Seguono i riferimenti normativi e le specificazioni di merito.